ripartizione dell acqua nel corpo


É la sostanza inorganica che di tutti gli alimenti risulta il più necessario, soprattutto sotto l’aspetto quantitativo. Infatti costituisce circa il 65-75% in peso del corpo nell’adulto, fa da veicolo a quasi tutti i processi metabolici, ha una funzione plastica, ed è ripartita in compartimenti definiti da differenze anatomiche, biochimiche e funzionali. 

La sua assunzione è mista: in parte l’acqua è contenuta in molti alimenti (soprattutto ortaggi e frutta, ma anche carni e latticini) e in parte si forma per degradazione degli alimenti nel corso della loro digestione e assimilazione (la maggior parte degli alimenti fornisce infatti CO2 e acqua); bisogna infine includere l’acqua delle bevande, con la quale l’organismo compensa le sue necessità in funzione della sete. 
L’acqua è, per definizione, un minerale. Chiamare ” minerale” solo l’acqua da tavola venduta in bottiglie e più o meno gasata con anidride carbonica, è quindi inesatto e pleonastico. Inoltre la composizione chimica e le decantate proprietà “curative” delle comuni acque “minerali” in commercio risultano, in pratica, le stesse di una qualunque acqua potabile di buona qualità.

Patologia

L’esistenza di un gradiente osmotico tra i compartimenti idrici comporta un disequilibrio, che può avere diversi aspetti:

· disidratazione extracellulare per perdita d’acqua e di sodio;

· disidratazione cellulare per sovraccarico di sodio;

· iperidratazione extracellulare per sovraccarico d’acqua e di sodio (insufficienza cardiaca, renale, cirrosi con edemi);

· iperidratazione cellulare per perdita isolata di sale.

Il metabolismo idrico, complesso, regolato da numerosi meccanismi, è inseparabile dal metabolismo degli elettroliti (sodio e potassio); viene perturbato in numerose malattie.

Meccanismi regolatori

Giocano sulle entrate (bevande) e le uscite (urina) https://it.wikipedia.org/wiki/Dieta_dimagrante.

· La sete comanda le entrate. li fattore umotale è determinante, dato che la disidratazione cellulare comporta un innalzamento del gradiente osmotico. Il controllo centrale avviene a livello dell’ipotalamo, dove si trovano gli osmorecettori, forse differenti da quelli che regolano la secrezione dell’ormone antidiuretico. La secrezione boccale diminuisce, da qui l’aridità boccale, che d’altronde non è il solo fattore che determina ia sete.

· I reni regolano l’uscita dell’acqua. L’acqua, escreta in grande quantità a livello dei glomeruli, è riassorbita a livello dei tubuli del nefrone. La maggior parte dell’acqua è riassorbita automaticamente. Esiste inoltre un riassorbimento facoltativo a livello del tubulo renale distale e del tubo collettore aveva. La quantità d’acqua riassorbìta dipende da un controflo neuroendocrino (ormone antidiuretico, aldosterone).

· L’ormone antidiuretico (secreto dal lobo posteriore dell’ipofisi) aumenta la permeabilità all’acqua del tubo collettore. L’ormone controlla l’equilibrio osmotico. La sua secrezione è comandata dagli osmorecettori e dai volorecettori (che controllano il volume della massa sanguigna).

L’aldosterone (secreto dalla corteccia surrenale) comanda il riassorbimento del sodio a livello del tubo distale del nefrone, così può accrescere l’osmolarità del mezzo interno. Dunque, con l’intermediazione del sodio, interviene nel metabolismo idrico, assicurando in particolare la stabilità della volemia (volume sanguigno totale).

Regolazione del bilancio idrico

Bisogni e perdite d’acqua.

· Le perdite inevitabili in media (al giorno) assommano a:
urine 500-1500 ml, feci 50-200 ml, aria espirata 400-600 ml, sudore (secrezione delle ghiandole sudoripare) da 100 ml a più litri, perspirazione (evaporazione attraverso la pelle) 500-1000 ml;

· I bisogni sono di 30-40 ml/kg/giorno; sono coperti con il bere (1 litro o più), gli alimenti (1 litro) e con l’acqua endogena formatasi con i processi ossidativi (300 ml) https://it.wikipedia.org/wiki/Diete_vegetariane.

L’entrata di acqua deve compensarne a breve termine l’uscita (bilancio idrico) perché la perdita di solo il 10% di acqua (poco più di 4 litri) provoca l’insorgenza di gravissimi disturbi funzionali; e se raggiunge il 20% porta alla morte. Si può sopravvivere anche per un paio di mesi senza mangiare, ma non più di 5-6 giorni senza bere.
La diffusa opinione che non bisogna bere acqua durante i pasti per evitare una eccessiva diluizione del succo gastrico o per non ingrassare, è priva di sicure convalide scientifiche.
È consigliabile, piuttosto, bere con una certa abbondanza fra un pasto e l’altro perché l’assorbimento dell’acqua è più rapido, facilita il lavoro dei reni, la pulizia dell’intestino e le forme di stitichezza.

La membrana cellulare

Mantiene la differenza di composizione tra i due settori idrici, allorquando i gradienti di concentrazione tendono ad annullarla.
E una membrana semipermeabile: è permeabile agli elettroliti, specie il sodio. Per mantenerne la selettività è necessaria una corretta ossigenazione.
Lo squilibrio Na-K (tra il sodio e il potassio) si spiega con l’esistenza della “pompa a sodio”, meccanismo che trasporta continuamente fuori dalla cellula una quantità di sodio equivalente a quelle che fanno entrare i gradienti elettrici e di concentrazione, e per l’azione inversa dei gradienti elettrici e di concentrazione.
Dunque la membrana separa delle soluzioni di identica concentrazione osmotica totale, ma di differente composizione.

Il compartimento cellulare

Delimitato dalla membrana cellulare, è di composizione variabile a seconda dei tessuti. Il compartimento cellulare è ricco di proteine (50 mEq/l) e di potassio (100-150 mEq/l), è povero di sodio (10-15 mEq/l) e di cloro (10 mEq/l) [mEq è il milliequivalente, la millesima parte dell’Eq, numero dei grammoatomi moltiplicato per la valenza].

Il compartimento extracellulare

Il compartimento extracellulare è costituito da un settore plasmatico (plasma sanguigno) omogeneo, ricco in proteine (70 g/l), di volume stabile, e da un settore interstiziale, eterogeneo (liquido cefalorachidiano, linfa, liquidi articoari), I due settori sono separati dalla membrana vascolare, permeabile all’acqua e agli elettroliti ma non alle proteine.
In questo compartimento, il sodio rappresenta il 92% dei cationi, e il NaCI (cloruro di sodio) rappresenta 240 mOsM/l per una pressione osmotica di 308 mOsM/l [mOsM è la millimola osmotica, la millesima parte della grammomolecola (mole) che causa la pressione osmotica]. Il potassio è un catione poco importante.

Misura dei settori idrici

Sì utilizzano i metodi di diluizione degli indicatori www.ncbi.nlm.nih.gov. L’indicatore è scelto in funzione del compartimento che si desidera misurare. Vi si deve ripartire uniformemente e non deve diffondere nel settore vicino.
Il volume del compartimento è dato dalla formula:  

V = Q/C

dove Q è la quantità d’indicatore iniettata e C la sua concentrazione finale.
I risultati, nell’adulto, si esprimono in rapporto al peso a digiuno: acqua totale, 70%; acqua plasmatica, 5%; acqua cellulare, 50%; acqua interstiziale, 15%.
Nei lattanti si ha: acqua totale, 77%; acqua extracellulare, 30-40% del peso, per cui la disidratazione può sopravvenire facilmente.

La regolazione dei compartimenti

Tra i settori plasmatici e interstiziali, a livello dei capillari, il trasporto dell’acqua dipende da un processo diffusivo e dall’equilibrio tra la pressione oncotica (che trattiene l’acqua) e la pressione di filtrazione (che la fa uscire).
Tra i compartimenti extracellulare e cellulare, l’acqua passa attraversando la membrana per diffusione, nei due sensi, a seconda dello stato osmotico dei compartimenti.

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