agopuntura


Metodo terapeutico d’origine cinese, che consiste nel far penetrare degli aghi in determinati punti del corpo. Numerosi documenti cinesi riguardano l’agopuntura e dimostrano l’antichità di questo metodo: in particolare il Nei jing (Nei king), considerato la più antica opera di medicina, che venne pubblicato alla fine della dinastia degli Zhou (Tcheou) e all’inizio di quella dei Qin (Ts’in) (III secolo a.C.), la cui stesura iniziale risaliva al XVIII secolo a.C.
Questo metodo terapeutico utilizza in genere aghi fatti penetrare in punti determinati (jue) [tsi-ue] della superficie cutanea, situati su linee ipotetiche chiamate jing (king) o meridiani, in numero di dodici e sui vasi straordinari (mo), in numero di otto, ove circolerebbe l’energia vitale qi (ts’i).
Il pensiero cinese è dominato dalla nozione di alternanza: la luce e l’oscurità, il tempo freddo e umido che si oppone alle giornate assolate e asciutte, il cielo contrapposto alla terra, il sole alla luna, ecc. Queste opposizioni sono indicate con le denominazioni yang e yin. Per esempio, il sole è yang perché è fonte di energia, mentre la luna è yin.

Questa dualità è illustrata col simbolo sacro Dao (Tao): la parte bianca rappresenta lo yang e la parte scura lo yin. Si nota in ogni regione una reminiscenza del principio opposto, raffigurata con un circoletto chiaro nella regione scura e viceversa it.wikipedia.org. Questa nozione di equilibrio dello yang e dello yin è l’elemento fondamentale delle concezioni cinesi che sono alla base della morale, della scienza, della filosofia e della medicina. Si tratta della rappresentazione sintetica dell’oscillazione universale, la legge unica del Dao.

Per i cinesi, la materia è costituita da cinque elementi ( fuoco, legno, metallo, terra, acqua) e dal segno yang o yin, che predomina in ciascuno di essi.

L’agopuntura è solo una parte della medicina cinese ed è impiegata dai Cinesi come metodo profilattico più che come metodo curativo. L’attività degli organi interni è individuata dai “punti cinesi”, che permettono di accertare lo stato di tali organi.
Lo studio dei punti cinesi è una pratica abituale in Estremo Oriente ma viene contestato da certi agopuntori occidentali.
Si effettua in diverse zone del corpo ma, generalmente, i punti si cercano nei solchi radiali destro e sinistro, in base a una tecnica precisa nuovo. Esistono dodici punti palpabili, sei superficiali (yang) e sei profondi (yin), corrispondenti ai dodici meridiani.

Gli agopuntori usano aghi per “punturare” (pungere) i punti indicati. Agli inizi, si servivano di spine di legno, poi di punte di silice. Oggi, gli aghi sono di metallo giallo (oro, rame), dall’azione tonificante, o di metallo bianco (argento, acciaio), dall’azione sedativa, con lunghezza variabile da i a 2,5 cm. Certi agopuntori usano dei moxa, che sono cauteri in pasta di legno di artemisia, usati soprattutto sui pazienti debilitati. Si può praticare il massaggio cinese, tecnica raccomandata per zone molto sensibili o per soggetti che non sopportano le punture.
Per gli antichi Cinesi, la malattia risiede nello squilibrio dell’energia, nel contrasto fra l’eccesso o l’insufficienza di energia per uno stesso sintomo materiale o morale, nel contrasto fra l’aspetto yin o yang di una medesima malattia (Soulié de Morant), la qual cosa differenzia la concezione stessa della malattia in Estremo Oriente e in Occidente. Perciò, il medico cinese è in grado di agire preventivamente grazie all’agopuntura sui disturbi non ancora avvertiti.
In Occidente l’agopuntura viene praticata soprattutto nel caso di disturbi funzionali e dalla medicina psicosomatica. Gli spasmi viscerali, le infiammazioni delle mucose, dolori di diversa natura, certi disturbi neurovegetativi, la nevrosi d’angoscia, l’astenia psichica, l’agorafobia, ecc. sono curati con successo in numerosissimi casi.

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